
130 anni di Eugenio Montale a Monterosso al Mare
October 12 @ 8:00 - October 18 @ 17:00 CEST

QUI MONTALE 12 OTTOBRE
In occasione dei 130 anni dalla nascita di Eugenio Montale, lunedì 12 ottobre, Monterosso non dimentica il suo più illustre cittadino onorario e propone una passeggiata lungo l’itinerario ricordato dalla sorella Marianna in una sua corrispondenza epistolare.
Ottobre 1911, Monterosso al Mare. Eugenio Montale ha quindici anni e trascorre con la famiglia un lungo periodo estivo a Fegina. Sono giorni che la sorella Marianna ricorderà con vividezza, raccontandoli all’amica Minna Cognetti in una lettera che restituisce un’immagine intima e sorprendentemente vivace del futuro poeta. Per evitare gli sguardi dei curiosi, Eugenio e Marianna scelgono di andare a messa di buon mattino, nella chiesa dei Cappuccini. Il percorso, all’alba, attraversa la spiaggia e poi si arrampica lungo la stradina sulle rocce, a picco sul mare, fino al convento sulla collina che si protende tra Monterosso e Fegina.
«Per andarci bisogna attraversare la spiaggia e salire su una stradina sulle rocce, pittoresca quanto mai, a precipizio sul mare», scrive Marianna. E ancora: «Stamane sono uscita che era buio e la luce elettrica non era ancora accesa fuori. Eugenio faceva l’arlecchino per la via, e le donne ci seguivano senza parlare. Era nuvolo, nero il cielo».
È una piccola scena familiare, quasi cinematografica: il buio del mattino, il mare, le donne che seguono in silenzio e quel ragazzo, Eugenio, che già allora sembra insofferente alle convenzioni e alle compostezze della vita quotidiana. Un’immagine lontana dal poeta che diventerà, ma proprio per questo preziosa: il futuro autore di Ossi di seppia appare qui semplicemente come un adolescente che attraversa Monterosso per andare a messa, facendo «l’arlecchino per la via».
A distanza di oltre un secolo, quella strada torna a raccontare i passi del giovane Eugenio Montale.
L’appuntamento è alle 10.30 presso la Pro Loco di Monterosso. Da lì si ripercorrerà la strada verso i Cappuccini, seguendo idealmente i passi di quel quindicenne che, in una mattina d’ottobre del 1911, affrontava il sentiero per raggiungere la messa insieme alla sorella. La passeggiata non sarà soltanto un itinerario nel paesaggio, ma un modo per entrare nella memoria privata di Montale e nel rapporto profondo che lo legò a Monterosso. Una memoria fatta di luoghi, persone, lettere e immagini quotidiane, ossi di seppia. A conclusione della passeggiata, presso il convento dei Cappuccini, ci saranno letture e racconti, con gli aneddoti di Padre Renato e le declamazioni a memoria di Stefano Rossi. Un incontro che si svolgerà nello stesso paesaggio evocato dall’opera che gli valse il Nobel: tra le scaglie di mare e i clivi vendemmiati del Mesco.
Il viaggio nella memoria proseguirà poi in paese, con una mostra documentaria al Lascito Mangiamarchi, in piazza Garibaldi. Qui saranno esposti documenti inediti provenienti dall’archivio di Angela Betta, un’occasione per aggiungere nuove tessere alla conoscenza del rapporto fra Montale, la sua famiglia e Monterosso. La mostra completa così il percorso della giornata: prima il paesaggio, quello stesso sentiero che oltre un secolo fa vide passare il giovane Eugenio; poi le parole e i ricordi davanti al convento; infine i documenti, capaci di riportare alla luce tracce concrete di una storia che continua a parlare al presente.
Buon compleanno, Montale!
